Perché le vibrazioni vanno affrontate in fase di progetto

Una volta entrate nella struttura, le vibrazioni si manifestano in due modi. Da un lato come vibrazione percepita, attraverso pavimenti e superfici. Dall’altro come rumore strutturale: pareti e solai vibrano e irradiano un suono sordo e cupo, simile a un rombo, che nessun intervento di isolamento acustico tradizionale riesce a eliminare. Il problema va infatti risolto dove nasce, cioè all’interfaccia tra edificio e terreno.

Per questo il disaccoppiamento delle fondazioni deve essere integrato nel progetto strutturale fin dall’inizio. Come raccontato in Vibrazioni invisibili: il rischio sottovalutato nei progetti residenziali, molte criticità emergono solo a edificio abitato, quando le possibilità di correzione sono minime.

Guida pratica per il progettista: 5 passaggi chiave

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Rilievo vibrometrico del sito

Tutto parte dalla misura. Un rilievo delle vibrazioni sul lotto permette di conoscere intensità e soprattutto contenuto in frequenza delle vibrazioni da isolare. Senza questo dato, il dimensionamento del sistema si basa su ipotesi.

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Definizione degli obiettivi

Gli obiettivi cambiano in base alla destinazione d’uso: residenze, uffici, hotel, strutture sanitarie o laboratori con strumentazione sensibile. Stabilire con precisione cosa proteggere e con quali livelli di prestazione orienta tutte le scelte successive.

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Analisi dei carichi e scelta del materiale

Un sistema antivibrante funziona come un sistema massa-molla: isola in modo efficace le vibrazioni con frequenza superiore a circa √2 volte la propria frequenza naturale. Più bassa è la frequenza propria del sistema, più ampio è il campo di isolamento. Per questo è fondamentale conoscere i carichi statici e la loro distribuzione: zone con carichi diversi possono richiedere materiali di rigidezza diversa, per garantire deformazioni omogenee e prestazioni uniformi.

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Continuità del disaccoppiamento

Un solo collegamento rigido tra edificio e terreno può compromettere l’intero sistema. Ad esempio:

  • sottoservizi e impianti in ingresso,
  • rampe e scale esterne,
  • muri di contenimento,
  • giunti con edifici adiacenti.

Per questo, oltre alla superficie di appoggio, vanno isolate anche le pareti perimetrali della fondazione, e ogni attraversamento va studiato nel dettaglio.

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Posa e controllo in cantiere

La prestazione finale dipende dalla qualità della posa quanto dal progetto. Sormonti e giunzioni devono essere curati, lo strato elastico va protetto prima del getto e le lavorazioni vanno verificate prima della chiusura. Al termine, un collaudo strumentale conferma il raggiungimento degli obiettivi.

Le soluzioni Isolgomma per l’isolamento delle fondazioni

In base alla tipologia strutturale e alle condizioni di intervento, le soluzioni antivibranti Isolgomma per l’edilizia prevedono tre configurazioni:

Isolamento delle platee di fondazione
Con lo strato elastico interposto tra platea e terreno per proteggere l’intera struttura.

Isolamento di plinti o travi di fondazione
Un intervento puntuale sugli elementi portanti con le stesse prestazioni antivibranti.

Isolamento laterale della fondazione
Sulle pareti perimetrali, indispensabile per completare il disaccoppiamento e applicabile anche agli edifici esistenti.

Prodotto: MEGAMAT, pannelli in gomma disponibili in diverse versioni per adattarsi ai carichi di progetto.

Per una panoramica completa delle tre soluzioni e dei loro benefici, leggi Soluzioni antivibranti per l’edilizia: come proteggere comfort, struttura e benessere.

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